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Camminare sull’acqua con Christo: “Sul lago di Iseo realizzo il mio sogno”

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“E’ tutto fisico, reale. Il vento, il sole, il tempo che devi trascorrerci”. I lavori per l’installazione dell’artista: 200 mila cubi di polietilene ad alta densità, coperti da 70 mila metri quadrati di scintillante tessuto arancione. E una mostra a Brescia sui progetti legati all’acqua

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Di oltre 50 progetti di Land Art partoriti dalla sua mente d’artista, 37 non sono mai stati realizzati. Perché non è riuscito ad ottenere i permessi. Ma stavolta Christo promette di farci tutti camminare sull’acqua. Sta prendendo corpo sul lago d’Iseo l’imponente installazione dell’artista e l’amata moglie Jeanne-Claude, scomparsa nel 2009, che permetterà di passeggiare sospesi sul lago per tre chilometri. L’opera che il pubblico potrà percorrere dal 18 giugno al 3 luglio. Ma dal 7 aprile la fantastica avventura di “The floating piers”, ‘i pontili galleggianti’, comincia con una mostra dedicata ai disegni delle opere.

Per realizzarlo saranno adoperati 70mila metri quadrati di scintillante tessuto arancione, teso su una sequenza modulare di pontili galleggianti, larghi 16 metri e costruiti con 200mila cubi di polietilene ad alta densità. Il percorso si snoderà tra Sulzano e Monte Isola, tra terra e soprattutto acqua, per raggiungere anche l’isola di San Paolo. Contemporaneamente a Brescia, nel Museo di Santa Giulia, dal 7 aprile al 18 settembre, saranno esposti per la prima volta tutti i progetti di Christo e Jeanne Claude legati all’acqua.

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Sul lago d’Iseo spunta il ponte galleggiante di Christo, gli albergatori: “Già tutto prenotato”

“Progetti iniziati dalla fine degli anni sessanta – ha spiegato l’artista americano di origine bulgara – che non hanno a che fare con la superficie dell’acqua, ma sul contrasto tra la fluidità dell’acqua e l’arte. Sono progetti fisici: significa che ci sono chilometri di spazio nei quali devi camminare, dei luoghi in cui devi stare: non è qualcosa da guardare, ma un posto nel quale muoverti. E’ tutto fisico, reale, non è cinema, sono cose vere: il vento, il sole, il tempo che devi trascorrerci. E questa è la parte più importante di tutti i nostri progetti”.

A Brescia sono 150 tra studi, disegni, collage modelli su scala, oltre a video e film, relativi ai sette Water Projects realizzati in Australia, a Sidney tra il 1968 ed il 1969. Sarà inoltre documentato tutto il lavoro relativo al percorso sul Lago d’Iseo, che si annuncia come l’evento dell’estate. Gli albergatori danno già il tutto esaurito e grande è il fermento. Sono attesi migliaia e migliaia di visitatori; sono 500 i posti di lavoro promessi da Christo, e sono arrivate anche tantissime richiesta di appassionati e studiosi che vogliono collaborare anche gratis. L’opera è costata 15 milioni di euro. Sono stati scelti i giorni dell’anno più lunghi, con la maggior quantità di luce solare. Trenta gommoni e bagnini vigileranno sulla sicurezza dei visitatori.

Firmandosi sempre “Christo”, l’artista iniziò “impacchettando” con stoffa o plastica oggetti di ogni genere, per poi passare a interi monumenti. A Milano, nel 1971, nella grande manifestazione dedicata al Nouveau Realisme, impacchettò il monumento a Leonardo da Vinci di Piazza della Scala. E’ arrivato a coprire interi scorci di paesaggio o di città di varie parti del mondo.

A curare la mostra bresciana, presentata in Triennale, è stato chiamato Germano Celant, che descrive il lavoro di Christo e Jeanne-Claude come “uno scatto sul piano del rapporto urbano” e lo inquadra nella relazione tra “environment” e “happening”. “Un tipo di arte – ha spiegato il critico – che si avvicina a quella dei land artist, ma non lo è, perché è effimera”. Un effimero che si manifesta nella durata limitata delle opere e anche nell’impossibilità di collezionarle, se non sotto forma di disegni preparatori, ma che suppone un gigantesco lavoro sotterraneo e spesso attese e frustrazioni. E questo vale anche per i Floating Piers del lago di Iseo, immaginati già nei primi decenni di attività degli artisti. “Il pier project – ha raccontato Christo – nasce in quel periodo,

la genesi è datata 1970, quando abbiamo proposto la costruzione di piccoli moli nel delta del Rio della Plata in Argentina, ma non abbiamo avuto il permesso, è ripartito ed è arrivato a un buon punto di avanzamento nella baia di Tokyo nel 1996-97 e ancora non abbiamo avuto il permesso. E finalmente abbiamo avuto il permesso di farlo e ora cominciamo nel lago d’Iseo”. Nella mostra di Santa Giulia, anche lo spazio per documentare questo ultimo sogno che si avvera.

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